Dal DeMauro la definizione di qualunquismo è:
“atteggiamento di sfiducia e scetticismo nei confronti delle forme tradizionali di organizzazione della vita politica e dello stato, caratterizzato dal rifiuto di qualsiasi presa di posizione ideologica e di ogni impegno civile”
Non mi sembra che Grillo non prenda posizione e non si impegni civilmente, visto che propone e invita a firmare. Se vogliamo solo appellarci alle frasi, si corre il rischio di cadere nell’omologazione dell’antigrillismo a tutti i costi.
Grillo sfrutta la rete come nessuno ha mai saputo fare e cerca di risollevare l’appiattimento del pensiero italico con slogan e frasi ad effetto. Penso che sia solo un comico da movimento civile, che informa e che alle volte cade nel fanatismo della controinformazione come ho già scritto più di un anno fa. Forse è il vero fautore dell’antipolitica che fa paura solo ai partiti di cui continuo a chiedermi la necessità. Sicuramente instilla pensieri che se diffusi a dovere permettono di cambiare il punto di vista di molti e mi riferisco alla semplice ed efficace definizione di dipendenti nei confronti dei nostri politici. Senza dubbio guadagna su tutto questo.
Grillo forse non arriverà da nessuna parte, ma si muove verso l’unico obbiettivo possibile, cioè l’informazione e la formazione di un pensiero che è antitesi dei meccanismi perversi della politica italiana. Il Parlamento è specchio del paese non il contrario e solo attraverso una rieducazione non imposta, si può pensare di cambiare un’Italia legata al clientelismo più capillare verso un senso civile e soprattutto responsabile del Paese.
Criticare il fatto che il suo sito non sia definibile blog è assolutamente condivisibile, per la definizione stessa di blog, pretendere di non analizzare con cura quello che propone, i suoi spunti di riflessione, puzza, francamente, di snobismo.


Ieri ho noleggiato il film in questione.
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