Con la nuova connessione a casa eccomi descrivere le mie impressioni sul mio primo barcamp.
Arriviamo tardi Giovy e io, verso le 11:30 e di questo vorrei ringraziare le ottime FS.
Ritardo a parte, appena sono entrato nella bolgia di persone presenti a Palazzo Ducale, ammetto che mi è venuta un po’ di ansia. Non riuscivo ad immaginare una giornata intera in mezzo a tutta quella gente, proprio io che sono così provinciale e orso.
Devo però riconoscere che l’aria che si respira in un evento come questo aiuta non poco a far trascorrere le ore in un attimo. Si vede convivialità , informalità , passione e amicizia.
Finalmente mi presento ad Andrea Beggi, presento e basta, perché nonostante sia evidente tutta la sua disponibilità anche lui, come tutti, non possiede il dono dell’ubiquità per cui mi è stato impossibile andare oltre una stretta di mano.
Considerando il numero di partecipanti, ho conosciuto poche persone. Ma questo è un problema mio, legato al fatto che sono affetto da una timidezza che non mi rende particolarmente affabile, prova ne è stato il momento in cui mi sono incontrato con Tàmbu (così non mi sbaglio più, contento?) con cui ho spiaccicato due parole in croce a causa del mio classico black-out celebrale che mi permette solo di pensare “E adesso cosa dico?”. Ansia da prestazione, cosa ci volete fare?
Una delle sorprese più piacevoli è stata Pseudotecnico, ha dimostrato una disponibilità caratteriale che solo poche persone mi hanno dimostrato nella vita. Una delle persone che mi hanno colpito di più invece è stato Stefano Epifani che non seguivo e che ora entra nel mio aggregatore immediatamente.
Un saluto caloroso anche a Eio, Sonetti, Senza aggettivi, Palmasco ed Elena. Riservo un abbraccio a Giovy per avermi fatto da apripista all’inizio dell’evento, grazie.
Mi scuso con tutti quelli che non ho citato perché sono veramente una bestia a ricordare i nomi.
Finisco esprimendo tutta la mia meraviglia su come si svolge il barcamp e soprattutto per come si svolgono le conferenze, sembra di stare in un blog in mezzo a commenti e controcommenti, veramente fantastico, se solo i nostri politici avessero la capacità di confronto che i barcamp esprimono, il nostro paese sarebbe un posto migliore.
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Come primo Barcamp, mi sa che hai visto proprio uno dei più belli
E’ stato un piacere, anche se ho l’impressione che tu e Giovy siate tra i pochi riusciti a sfuggire alla mia macchina fotografica (con Giovy ne ho recuperata almeno una sul finale)
P.S. io devo ancora trovare lo spunto per scrivere due righe sullo ZenaCamp…
@elena: lo credo anche io, nonostante non abbia termini di paragone tranne le affermazioni di chi è stato agli altri.
@pseudo: in effetti ti ho guardato mentre le elaboravi e mentre scattavi ma ero sepre dietro
fior di sternuto
sotto la pioggia immerso nella posta
ricambio con piacere il tuo saluto