Una delle domande che mi pongo sempre più spesso si riferisce alla necessità della politica di appartenere ai partiti.
E’ così necessario?
Mi spiego meglio. Nella corsa elettorale precedente all’elezione di Prodi, ognuno di noi aveva la possibilità di scegliere quale deputato mandare in Parlamento. Si sceglieva principalmente per il partito di appartenenza, ma anche in riferimento a quale persona si stava per eleggere. La persona che vinceva, alla fine, non era nient’altro che un numero in più nelle fila del partito di turno e votava spesso secondo i dettami del movimento di appartenenza.
Dimenticate per un momento che la situazione è peggiorata al punto che non possiamo scegliere neanche più le persone (che comunque erano una scelta dei partiti).
Adesso chiudete gli occhi e immaginate con me.
Immaginate se da domani per votare fosse vietato appartenere ad un partito.
Immaginate che per votare siate costretti a scegliere candidati in base ad un solo foglio A4 senza foto. In una faccia ci saranno le generalità del candidato e le sue intenzioni politiche per il collegio di appartenenza, sull’altra le intenzioni politiche di carattere nazionale e internazionale.
Immaginate che non si possa fare nessuna campagna, che l’unica base del voto sia il foglio sopra indicato.
Immaginate che qualsiasi persona possa candidarsi
Immaginate che ci sia un sistema nominale con ballottaggio finale.
Ecco questa sarebbe la politica che piacerebbe a me, dove non ci sono vincitori e vinti. Dove è inutile far cadere un governo, perché non esiste un sistema con maggioranza e minoranza. Solo un sistema dove qualcuno propone leggi che le persone elette, in coscienza e rispondendone di persona, decidono di far passare o meno.
Nessun clientelismo legato alla carriera nel partito, nessuna scelta determinata dal leader di un partito che non c’è.
Bisognerebbe anche capire come eleggere i ministri (esterni e tecnici?).
Naturalmente un massimo di due legislature, nessun interesse di carattere personale (nessuna appartenenza ad una azienda e dichiarazione pubblica delle aziende dei parenti).
Nessuna maturazione della pensione dopo 36 mesi di legislatura.
Soprattutto la scelta dei parlamentari in relazione ad un programma e non al partito per il quale in Italia, ultimamente, si tifa.
E’ un sogno che non si avvererà mai. Ma a me piace sognare.
E’ solo un abbozzo di quello che mi piacerebbe vedere, ovviamente perfettibile e modificabile.
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