Ottimo articolo di Mantellini sul suo blog e su Punto Informatico a proposito dell’interesse del marketing da parte delle aziende inerente ai blog.
Condivido tutto, in particolar modo l’avvertimento di Massimo alle aziende nel cercare di trasformare i blog in mezzi di comunicazione pubblicitaria. I blog influenzano le persone proprio perché non vogliono fare pubblicità , diciamo che finalmente abbiamo i veri consigli per gli acquisti.
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C’è qualcosa che non comprendo. Se i tuoi sono veri consigli per gli acquisti, dati tramite il tuo blog, dal momento che ti leggiamo in quattro gatti, equivale a dire che sono i consigli che daresti di persona incontrandoci.
Se i consigli vengono dati tramite un blog che ha molti lettori, ricadiamo semplicemente nel caso di consigli dati su base autoritativa da qualsiasi altro mezzo di comunicazione; se Augias mi consiglia un libro, forse lo compro perchè lo stimo e così molti come me.
In ambo i casi, restiamo fermi a forme di trasmissione dell’influenza sule scelte ben note, al massimo cambiano forma, presentandosi nella loro versione on line, dal momento che non tutti i giorni abbiamo tempo o modo di discutere l’Universo davanti a un piatto di polenta.
Quanto allo studio citato da Mantellini, 2 sono le eventualità : 1. ho fiducia in un blog con valore autoritativo, vedi caso Grillo, Mantellini medesimo e simili, e allora ricadiamo nel secondo caso, con la sola differenza che dopo il parere del saggio di turno, si mette in moto l’inutile macchina del rumore del forum (leggi: agorà greca versione elettro sgrammaticata). 2. ho fiducia in un blog del primo pirla che ho incontrato e allora sono da ricovero. Mentre nel secondo caso non sono più oggetto di marketing, una volta internato a Villa Cristina, nel primo il marketing è già operativo o operabile: basta pagare l’autore del blog, che mi darà il giusto “consiglio per gli acquisti”. O no?
P.S. Perchè devo inserire il codice di sicurezza per un commento? Chi ha interesse a violare il blog del mio amico grasso?
Certo che i consigli che posso fornire io corrispondono agli stessi che darei incontrandoci e ci mancherebbe è la base del blogghing vero.
Quello che non riesci a capire è che non esiste differenza per un bloggher tra i consigli on line e i consigli detti a voce. Vai a mangiare un piatto di spaghetti con un bloggher conosciuto qualsiasi e ti direbbe le stesse cose dette sul suo sito.
Sicuramente esiste il rischio che qualcuno venga pagato per fornire “consigli sugli acquisti”, ma la blogosfera è una forma di partecipazione attiva, non si tratta di televisione. Una situazione del genere verrebbe prima o poi scoperta, oppure il bloggher perderebbe reputazione.
Dall’altra parte preferisco indirizzarmi verso contenuti forniti da chi ritengo sopra le parti o per lo meno che non faccia parte del carozzone di chi il prodotto me lo vende.
P.s.: Incredibilmente pensavo che non ci fosse bisogno dei captcha per i commenti, malauguratamente ho inserito tempo addietro un post che conteneva la parola spamming. Da quel giorno ricevevo una media di 15 commenti di spam giornaliera, poiché, come dici giustamente siamo quattro gatti, trovavo la cosa un tantino insopportabile (tieni presente che blog come quello di Daveblog rifiuta un migliaio di commenti di spam al giorno!).