ott
06-06

Il mistero dell’ 11 Settembre

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Ricevo via mail un elenco con una serie di coincidenze riferite all’11 Settembre che sembrano inquietanti. In realtà alcune di esse sono forzate altre sono invenzioni. Lo stile è però divertente e quindi mi cimento nella spiegazione (in grassetto i miei commenti).

  1. New York City ha 11 lettere – OK
  2. Afghanistan ha 11 lettere – OK. Però Iraq no!
  3. Ramsin Yuseb (il terrorista che minacciò di distruggere le Torri Gemelle nel 1993) ha 11 lettere – Non ci sono traccie dell’esistenza di questo individuo, è inventato di sana pianta (se cercate su Google trovate solo riferimenti a questo elenco e su wikipedia non c’è nulla)
  4. George W Bush ha 11 lettere – A parte che questa è la forma abbreviata e senza punto, quindi sbagliata, ma mettendo il nome completo (W sta per Walker) si arriva a 16 lettere.
  5. Le due torri gemelle formano un 11 – Bella roba, sembrano anche un IL in corsivo con la i maiuscola. Oppure . . . due torri.
  6. New York è l’11° stato - OK. E’ l’ordine di ingresso nell’unione, fonte Wikipedia
  7. Il primo aereo schiantatosi contro le torri gemelle era il volo n° 11 – OK. Ma c’erano anche il volo 77 e il 93
  8. Il volo n°11 portava 92 passeggeri. 9+2=11 – OK. In realtà i passeggeri erano 81 e vengono sommate le persone dell’equipaggio che erano 11
  9. Il volo 77, che si schiantò anche contro le torri, portava 65
    passeggeri.6+5=11 – L’aereo che si è scontrato contro la torre sud era il volo 175 con 65 persone a bordo, il volo 77 é andato contro il Pentagono e aveva 64 persone a bordo
  10. La tragedia si verificò l’11 settembre, o 9/11 (data americana) come lo si conosce ora – E di cosa si stava parlando finora?
  11. La data è uguale al numero dell’emergenza americano 911: 9+1+1=11 – OK per la somma, ma cosa centra il numero d’emergenza americano?
  12. Il totale del numero delle vittime negli aerei dirottati era 254. (2+5+4=11) – No, la somma delle vittime è 265. Volo 11: 92, Volo 175: 65, Volo 77: 64, Volo 93: 44.
  13. L’11 settembre è il giorno n° 254 nel calendario dell’anno. (2+5+4=11di nuovo…) – OK
  14. L’attentato di Madrid accadde l’11/03/2004. 1+1+3+2+4=11 – OK
  15. La tragedia di Madrid accadde 911 giorni dopo quella delle torri gemelle – No, se sommiamo 911 giorni all’11 Settembre finiamo il 08/05/2004, l’attacco a Madrid è avvenuto 853 giorni dopo. Usando la data all’americana (09/11/2006) ho toppato clamorosamente, Akira nei commenti me lo fa notare e somma i giorni correttamente, che sono comunque 912 e non 911.

La mail continua così:

Ed è qui che le cose si fanno parecchio misteriose: Il simbolo + riconosciuto per gli USA, dopo le Stelle&Strisce, è l’Aquila.
Il versetto seguente è preso dal Corano, il Libro Sacro islamico: “Perché è scritto che un figlio d’Arabia sveglierà una terribile Aquila. La collera dell’Aquila si sentirà attraverso le terre di Allah, mentre alcune persone tremarono disperate ancora più allietate: perché la collera dell’Aquila ripulì le terre di Allah e ci fu pace.” Questo è il verso n° 9.11 del Corano.

Questa è pericolosamente ridicola, non ci sono traccie nel Corano di queste parole, qui ci si basa su pregiudizi ed ignoranza.

Infine:

Non siete ancora convinti? Provate questo e vedete come vi sentirete dopo, a me ha fatto drizzare i capelli:

Apri Microsoft Word ed esegui
(FALLO SUL SERIO)
1. Scrivi in stampatello Q33 NY. (E’ il n° del primo volo schiantatosi contro le torri gemelle)
2. Evidenzia il Q33 NY
3. Cambia la dimensione del carattere il 48.
4. Cambia l’attuale carattere il WINGDINGS 2

Quello che viene fuori è una serie di simboli: aereo, rettangolo che può ricordare un palazzo, di nuovo il rettangolo, un teschio con due ossa incrociate e la stella di david (????????).

Peccato che la sigla dell’aereo fosse AA11 (d’altra parte si chiamava Volo American Airlines 11, mica Qatar 33!). Se provate a fare l’esperimento con questa sigla, aggiungendo NY, vengono fuori due mani con il segno di vittoria (mi sembra che in America significhino vaffa***), due cartelle di Windows, il teschio e la croce di prima. Quindi cosa significherebbe? Che qualsiasi ebreo che usa windows rischia di morire insultato?

Tanto per aggiungerne una la torre Nord è crollata alle ore 10.28, ora americana. 1+0+2+8=11 brrrrrr.




ott
05-06

Installazione Linux parte 3

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E’ il momento di installare Apache.

Ho scaricato i sorgenti nella directory /download, il file si chiama: httpd-2.2.3.tgz.

  1. Scompattazione del file: tar -zxvf httpd-2.2.3.tgz
  2. Viene creata la directory httpd-2.2.3, dentro sposto il relativo file tgz (questo è solo un mio vezzo e non è necessario) e mi sposto all’interno della directory: cd httpd-2.2.3
  3. Lancio il comando: ./configure senza parametri aggiuntivi
  4. Passo al comando: make
  5. Quindi al comando: make install

A questo punto apache è installato nella directory predefinita /usr/local/apache2 per provarlo è necessario lanciare il programma digitando /usr/local/apache2/bin/apachectl start, lanciare un browser e digitare l’indirizzo ip del server, se tutto è andato a buon fine comparirà una pagina con scritto “It works”.

Ora è necessario fare in modo che apache parta all’avvio, per fare questo bisogna andare a creare i file necessari nel runlevel:

  1. Copiare il file apachectl nella directory init.d: cp /usr/local/apache/bin/apachectl /etc/init.d/apache
  2. Creare il link simbolico nella directory rc3.d (partenza del pc senza desktop grafico): ln -s /etc/init.d/apache /etc/init.d/rc3.d/S12apache (il numero successivo alla S potrebbe, nel vostro caso essere diverso, per una spiegazione approfondita andate qui)
  3. Creare il link simbolico nella directory rc5.d (partenza del pc con desktop grafico): ln -s /etc/init.d/apache /etc/init.d/rc5.d/S12apache (il numero successivo alla S potrebbe, nel vostro caso essere diverso, per una spiegazione approfondita andate qui)

Una volta riavviato il server, bisogna provare a collegarsi nuovamente via browser all’indirizzo ip e trovare di nuovo “It works” per verificare di non aver sbagliato nella creazione dei link per l’avvio automatico di apache.

Ora creiamo la directory /www scrivendo: mkdir /www
Verifichiamo che esistano l’utente www e il gruppo wwwrun.
Lanciando i comandi:

  • cat /etc/group | grep www
  • cat /etc/passwd | grep wwwrun

Se entrambi i comandi forniscono un risultato (es. www:x:8, oppure wwwrun:30:8 ecc.) allora esistono sia l’utente che il gruppo, in caso contrario è necessario crearli digitando (nell’ordine indicato):

groupadd www
useradd wwwrun -d /www -G www

A questo punto è buona norma modificare il file httpd.conf presente nella directory /usr/local/apache2/conf/.
Per semplificarne la gestione creo il link al file nella directory etc con il comando: ln -s /usr/local/apache2/conf/httpd.conf /etc/httpd.conf.
Aprire con un editor (vi) il file /etc/httpd.conf e modificare:

  1. Alla riga 64 sostituire lo user daemon con www
  2. Alla riga 65 sostituire il gruppo daemon con wwwrun
  3. Alla riga 101 sostituire il valore /usr/local/apache2/htdocs di DocumentRoot con “/www”

Problema: spostando il puntamento di Apache su /www e copiando sopra il contenuto della directory /usr/local/apache/htdocs, al collegamento ottengo un errore “403 Forbidden – You don’t have permission to access / on this server.” Nonostante i diritti ed il proprietario della directory siano identici.
Soluzione: Modificando unicamente la riga 101 si incorre in errore perché è necessario modificare il puntamento presente nella riga 128 contenente la dicitura Directory.
Quindi:

  1. Alla riga 128 sostituire il valore /usr/local/apache2/htdocs di Directory con /www
  2. Alla riga 163 aggiungere dopo index.html i valori (separati da spazi) index.htm, index.php, main.htm, main.html, main.php (in questo modo si indica ad Apache che in mancanza di indicazioni specifiche verrà aperto, se presente e nell’ordine, uno di questi file)

Ultima operazione per applicare le modifiche effettuate è necessario riavviare il server Apache con il comando /etc/init.d/apache restart.

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