Sabato insieme alla mia compagna e ad una coppia di amici siamo andati a vedere il tanto acclamato Codice da Vinci (o meglio the da Vinci Code, perché tradurre faceva male alla nostra lingua).La coppia di amici non aveva ancora letto il libro, la mia compagna ed io si.
L’estate scorsa ho letto sia “Il codice da Vinci” che “Angeli e Demoni”, ero, così, attratto dalla visione del film perché volevo verificare l’aderenza alla trama e soprattutto se fossero riusciti a infondere il pathos che viene trasmesso dai numerosi capitoli.
Se per quel che riguarda la trama, il film ripercorre esattamente quella del libro senza deviazioni per quel che riguarda, invece il pathos, l’obbiettivo e fallito, mi spiace. Per chi come me ha già letto il libro chiaramente tutte le rivelazioni erano “telefonate”. Ma la completa mancanza di ritmo che ha reso il libro così efficiente è poco sopportabile, è forse più guardabile per chi non ha letto l’opera originaria, ma fossi stato nel regista avrei sicuramente cambiato alcune cose:
1) Tom Hanks, apprezzo l’attore, che ha intepretato personaggi memorabili, uno su tutti Forrest Gump, ma in questa parte, non riesce ad esprimere al meglio la passione e l’acutezza di Robert Langdon che emergono nel Codice, avrei preferito, ad esempio, Pierce Brosnan, che avrebbe potuto dare uno stile più dinamico.
2) Audrey Tautou, bella ragazza per carità , ma avrei cercato di farle caratterizzare meglio Sophie Neveu, più determinata e più intraprendente.
3) I tempi, più stretti, più serrati, non a caso ho trovato perfetto il paragone di una spettatrice che all’uscita ha affermato “Ha i tempi della messa del mio parroco”.
Mi spiace “Richie” tutto da rifare.

Author



Mi spiace Dan, tutto da rifare! Il povero Cunningam ha solo preso una secchiata di errori ed abbagli storici, l’ha mescolata con un buon battage pubblicitario e ha fatto pena quasi quanto Annaud con il Nome della Rosa…la differenza è che là s’era saccheggiato uno studioso serio che sapeva cosa scriveva…americani, tsè, “m’hai provocato…e io te magno”
Rendere degnamente su pellicola un testo scritto non è mai impresa semplice: questo anche per un (indubbio) professionista come Richie.
Il Codice da Vinci poi non è nemmeno tanto piccino come dimensione (e contenuti).
Sono daccordissimo sulla non felice scelta degli attori, in particolare di Tom Hanks e Sophie Neveu.
Per altri, come Jean Reno, vale invece il discorso di una non eccelsa interpretazione.
Alla fine comunque credo che abbia influito negativamente l’eccessiva pressione attorno alla pellicola, così come l’eccessiva aspettativa.
Personalmente sono quasi sempre rimasto deluso dai film tratti da un (buon) libro, ragion per cui anhe in questo caso non me la sono presa più di tanto a male.
@Luca: io non contesto il libro di Dan Brown che ho apprezzato, per il pathos e il ritmo, ma solo la sua trasposizione cinematografica.
@Andrea: proprio perché c’era tutta quella pressione era necessario curare meglio la pellicola, poi che i film non siano (quasi) mai all’altezza del libro per carità . Sapevo di andare a vedere un’opera di cui conoscevo già bene la trama, non mi aspettavo invece una mancanza di coinvolgimento legata a poca espressività in generale (escludendo l’ottimo Silas) e legata, mi ripeto, ad un ritmo da meditazione mistica.